Lettera al Direttore

Egregio Direttore, vorrei chiederle spazio per replicare alla lettera apparsa sul suo giornale nei giorni scorsi in merito all’esposizione del crocifisso in sala consigliare a Bovezzo. La maggioranza, a questo proposito, ha respinto una mozione presentata dal gruppo Lega Nord e Pdl che richiedeva l’esposizione del crocifisso nella sala consiliare. Le ragioni che hanno determinato questa scelta nascono dall’impossibilità di avvallare l’evidente strumentalizzazione di un simbolo così importante per la nostra cultura e la nostra tradizione. Non si tratta di una risposta semplicemente politica, ma profondamente personale: seguire Cristo è una scelta di vita, non di propaganda, espressione di una sensibilità personale e di una Fede profonda che devono trovare attuazione fuori dalle sale del potere, tra gli ultimi, tra i poveri, tra gli emarginati. E, invece, la destra di Bovezzo usa il crocifisso per cercare di dividere la maggioranza, come mezzo di lotta politica. Questo per me, cattolico, cattolico praticante, è inaccettabile. Evidentemente poi la minoranza apprezza l’operato dell’Amministrazione visto che,fino ad ora, le uniche critiche ricevute (lettera del Consigliere Conti è qui a dimostrarlo) sono state sulla mancata esposizione del crocifisso. Nulla è stato detto sulle importanti scelte amministrative compiute dalla maggioranza in questi mesi: dal piano casa agli accordi tra le società sportive, arrivando all’avvio della consulta dei commercianti e delle procedure del PGT, all’approvazione del piano di diritto alla studio che aumenta i fondi destinati alle famiglie, a dimostrazione che l’unico intento è sollevare un polverone e non impegnarsi a favore del nostro comune.

Matteo Grandelli

Capogruppo CentroSinistra-Civica Bovezzo

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un piccolo pensiero dalla Croazia….

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Il mio intervenento sulla mozione della Lega sull’esposizione del Crocifisso

Colleghi consiglieri, Signor Sindaco

Non c’è simbolo più universale della croce.

Universale appunto: non solo italiano o cattolico, ma di tutti.

Allora perché volerlo come segno della divisione tra l’Occidente e il resto del mondo, come se quel Cristo appeso alla croce fosse venuto solo per alcuni?

Il Crocifisso  non è forse l’incarnazione della scelta di amore a favore degli ultimi, degli altri, dei diversi?

E se Cristo avesse decido di farsi uomo proprio per i tanti migranti che approdano sulle nostre coste?

Eppure, proprio su quelle sponde, la nostra carità cristiana e il crocifisso, che tanto rivendichiamo come nostro, finiscono per essere tenuti gelosamente nascosti.

Cristo è, invece, proprio il volto della povertà, della sofferenza, del sacrificio, dell’andare oltre la propria occidentalità, in difesa  dei valori dell’umanità tutta, senza distinzioni.

La croce non va appesa a un muro, messa in bella mostra: Cristo non è un soprammobile da mostrare con orgoglio.

Cristo sui muri, i poveri cristi fuori dalle mura?

Il messaggio cristiano è bel altro, ben diverso da chi lo utilizza semplicemente per imporre un’inaccettabile strumentalizzazione politica.

Lontano da queste strumentalizzazioni si colloca la nostra stessa Costituzione, che nell’articolo 3 afferma: ” Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.”.

Il nostro è quindi un no deciso, perché per noi è inaccettabile usare un simbolo religioso come emblema di parte  in un’aula che deve rappresentare tutti i cittadini.

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